Il primo finanziamento dell’impresa sarà necessariamente con fondi di proprietà dell’imprenditore e degli eventuali soci (o di parenti ed amici). Solo successivamente si potrà accedere ai canali di finanziamento esterno.
Vanno tuttavia sempre tenute presente le diverse caratterizzazioni dei due tipi di capitale:
Il capitale proprio (detto anche: capitale di rischio)
- resta in azienda per un tempo illimitato , fino a quando questa rimane sul mercato
- non presenta obblighi di rimborso
- non ha un obbligo formale di remunerazione (anche se, ovviamente, chi investe si aspetta un rendimento)
Il capitale di debito
- va rimborsato, con modalità e tempi che variano secondo gli accordi
- va remunerato in misura precisa e predefinita, in base al tasso di interesse contrattuale
Nella scelta fra capitale proprio e capitale di debito vanno anche presi in considerazione:
- equilibrio finanziario dell’impresa (non sbilanciato verso i debiti)
- convenienza economica (costi finanziari)
- implicazioni fiscali (normativa fiscale sulla deducibilità o meno degli oneri finanziari e sulla tassazione dei dividendi)
- assetto proprietario (pacchetto di controllo detenuto da soggetti estranei).